Carlo Cesca, il trait d’union team-società del BP94

Intervista esclusiva. Ne ha viste tantissime, e qualcuna ce la vuole raccontare. Carlo Cesca e la sua nuova vita da team manager. “Organizzo le attività della C Silver partendo dalle piccole cose. Dobbiamo essere ambiziosi”

Carlo Cesca tra flashback e flashforward biancoblù. Le amicizie con i vari coach passati negli anni nella pallacanestro pievigina e le giovanili d’eccellenza a Conegliano. Il Team Manager BP94 è un’enciclopedia della storia di questa società, avendo vissuto un climax ascendente di emozioni: partendo dalla metà-bassa della classifica di Promozione, ha toccato con mano la C Silver, in un anno che è storia per questa società. Ora il raggio d’azione è cambiato, ma la passione è sempre intatta.

(foto: Carlo Cesca, n.8, insieme ad alcuni volti storici delle giovanili BP94 nella stagione 2005/06, l’Under 13 allenato da coach Michele Tomei, il primo in piedi a sinistra)

Carlo, forse questa è la tua primissima intervista ai microfoni del Basket Pieve, nonostante i lunghissimi anni di militanza con questi colori. Riavvolgiamo il nastro assieme e ci racconti qualcosa degli anni passati?

Certamente. Ho iniziato da piccolissimo, in prima elementare, e poi non mi sono mai fermato! Dagli iniziali anni di giovanili biancoblù poi, per questioni logistiche, mi sono spostato a Conegliano, alla Vigor. Con questa società ho disputato Under 15 Eccellenza, Under 17 Eccellenza e Under 19 Elite, con un gruppo di ragazzi che, per la maggioranza, arrivava proprio dalla nostra società.

Finite le giovanili, la prima squadra.

Sì. Mezzo anno di D a Ponte e poi sempre a Pieve, partendo dai playout di Promozione, fino alla promozione in C Silver. Capisci, quindi, la soddisfazione di essere entrato in un gruppo che si trovava all’ultimo posto di Promo e poterlo vedere ora in C Silver.

Lungo tutti questi anni di pallacanestro, ne avrai visti di coach: quali hanno maggiormente segnato il tuo percorso cestistico e chi vuoi ricordare per qualcosa di particolare?

Se posso indicarne uno, alle giovanili, dico di sicuro Mathias Gai (allenatore a Pieve di Soligo per svariati anni, sia di giovanili che senior, è sceso sul parquet da tecnico pievigiono nella stagione 2017/18 per l’ultima volta, allenando l’U18, ndr). Ha preso per mano la nostra squadra al primo anno di Eccellenza e, anche all’interno di una stagione da 0 vittorie, ci ha trasmesso degli insegnamenti che sono rimasti nel nostro bagaglio. Gli anni ormai sono passati, ma siamo rimasti in contatto anche in ambito extra cestistico.

Ce ne sono degli altri?

Se si parla delle stagioni da senior posso indicare Mauro Seno (head coach della prima squadra BP94 in Serie D nelle stagioni 2016/17 e 2017/18, ndr)  maestro di tecnica e tattica, e Filippo Osellame (tecnico della prima squadra GD Dorigo nella storica stagione 2018/19, ndr), con cui siamo stati promossi in C Silver in una stagione che nessuno potrà mai dimenticare.

(foto: stagione 2006/07, categoria U14, Carlo Cesca, in piedi a sinistra, è il numero 23)

Facciamo un passo avanti e torniamo al presente. Il tuo ruolo è quello di Team Manager per la prima squadra. Come ti piace interpretarlo?

Praticamente io mi pongo come un ponte tra i giocatori e la società. Inoltre, sono di supporto allo staff tecnico e mi occupo, assieme al presidente (Rino Cesca, ndr) del mercato e degli sponsor. Fortunatamente, in questo anno e mezzo di stop, si è creato un grande rapporto di amicizia con Davide Brecciaroli (head coach C Silver, ndr), che va anche oltre gli aspetti legati alla squadra. Questo mi permette di confrontarmi con lui su questioni tecniche e tattiche.

Quali pensi siano le competenze all’interno della tua figura sportiva?

Nelle realtà come le nostre, la figura del team manager deve essere colui che “organizza” la vita e le attività della squadra, partendo dalle piccole cose (ma importantissime per creare il gruppo), come organizzare le trasferte e le cene di squadra, fino a risolvere potenziali conflitti che emergono e far sì che giocatori e staff tecnico siano il più sereni possibile. In una dimensione regionale come quella del BP94, credo che la cosa principale per un dirigente sia la passione e la voglia di dare il proprio contributo; nel mio caso questo è molto facile, perchè condivido la palestra con ragazzi che conosco da quando siamo al minibasket e con cui ho giocato assieme moltissimi anni.

(foto: scatto amarcord della formazione BP94 U15 Eccellenza che, nell’anno 2007/08, collezionò 0 vittorie; in piedi a destra si può notare il coach, Mathias Gai, mentre, inginocchiato a sinistra, c’è il presidente Rino Cesca; Carlo Cesca è il n.8)

Quest’anno ci sono stati diversi cambi nella prima squadra, con cinque nuovi innesti: tre del tutto esterni (Alberto Bovolenta, Alessandro Vendramin e Alessandro Facca, ndr), uno proveniente dal vivaio (Matteo Tomaselli, ndr) e uno 50-50 (Jacopo Zuan, ndr). Questi ragazzi hanno, com’è ovvio che sia, modificato il volto del team. Ci racconti qualcosa dallo spogliatoio?

La coesione dello spogliatoio è sempre stata un punto di forza di questo gruppo, già dallo “zoccolo duro” della Promozione. Per questo motivo, con Rino, abbiamo sempre cercato di mettere sul piatto della bilancia anche l’aspetto umano dei nuovi innesti, non solo quello tecnico. Questo perchè riteniamo che avere dei ragazzi in gamba sia il primo obiettivo di una società, in modo che possano fungere da esempio ai giovani che ci vedono in palestra e sugli spalti. I ragazzi nuovi sembrano integrarsi molto bene e sono contenti dell’ambiente… non avevo dubbi! Vorrei anche spendere una menzione per il nostro nuovo assistente, Carlo Corradini.

Certamente, dicci pure.

Carlo ci è stato “consigliato” da Davide e sono convinto che abbiamo fatto un’ottima scelta su di lui. La sua preparazione tecnica e il suo spirito, in palestra e fuori, saranno fondamentali in un campionato difficile come questo.

Cambiando argomento, come hai vissuto il periodo senza basket della scorsa stagione?

Il lockdown del 2019 è coinciso con il mio stop definitivo dal basket giocato a causa di un infortunio al ginocchio. Diciamo che non è stato proprio un periodo facile. È stato, però, il momento in cui ho conosciuto Davide, e in cui abbiamo iniziato a mettere le basi per questo gruppo. Il basket giocato mi è mancato molto (e mi manca tuttora), però sono molto positivo per quanto riguarda la nuova stagione della C Silver.

È ancora presto, ma la domanda è un po’ d’obbligo: quale può essere l’ambizione per questa squadra nel campionato 2021/22?

Dopo due anni di stop è difficile fare dei pronostici. Molto dipenderà dallo stato di forma nostro e degli avversari. Non voglio in ogni caso sbilanciarmi, anche perchè Davide mi potrebbe rincorrere per mezzo palazzetto (ride, ndr), ma sicuramente dobbiamo essere determinati e provare a fare del nostro meglio. Infine, come ci ricorda spesso il nostro presidente, solo con ambizione e sacrifici si possono superare le sfide e raggiungere gli obiettivi.

(foto: il team di Serie D dopo la streak di 16 vittorie su 16 partite nell’anno 2018/19, culminato con la prima promozione della società in Serie C Silver; assieme a Carlo Cesca, da sinistra verso destra, sono presenti Lorenzo Dorigo, Marco Bortolini, Elia Prandini, Massimo Casagrande e Pietro Blazano)

Ringraziamo Carlo Cesca, a cui mandiamo un augurio per la prossima stagione alle porte. Lui e il tandem Brecciaroli-Corradini sono già focalizzati sul lavoro da fare con la C Silver GD Dorigo. Presto vi aggiorneremo anche con le date che caratterizzeranno la preseason biancoblù.

(Intervista raccolta da Luca Verlato © www.basketpieve94.it).